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Dicono che provenga dall’ Uruguay, dov’era in voga negli anni '40 e che sia una derivazione della canasta.
Altri lo collegano alla parola portoghese "buraco" che vuol dire “setaccio”.
In Italia, ai principi degli anni 80, nel Sud, e precisamente in Puglia, è scoppiato il fenomeno Burraco. Già qualcuno giocava , ma a partita libera e con delle regole diverse da tavolo a tavolo. Un gruppo di ex bridgisti, stanchi del solito gioco, stabilirono che il burraco si potesse giocare anche a torneo, e inventarono una tabella che trasformava i punti partita in punti torneo.
Si cominciavano a fare i primi tornei e a sperimentare questa novità che attraeva moltissimi giocatori. Fu proprio in una di queste occasioni che, utilizzando la personale estrazione “arbitrale”, sentii il bisogno di fissarne le regole fondamentali, in modo che si usassero ovunque le stesse norme di gioco . Intanto il Burraco stava dilagando a macchia d’olio e dalla Puglia - sua patria indiscussa di origine,almeno relativamente ai tornei -passava rapidamente nelle altre regioni d’Italia.
Allora non esistevano gli score, le tabelle dei Match Points e dei Victory Points, i vari tipi di tornei. Gli arbitraggi erano sempre affidati al cireneo di turno che si affannava a preparare l’organizzazione di un torneo e a farlo proseguire - senza intoppi- sino alla sua conclusione.
Elaborai allora un volume contenente le prime regole scritte e i vari metodi per organizzare e gestire i tornei, con suggerimenti e tecniche di gioco. Quel volume diede impulso al burraco e contribuì a innumerevoli iniziative agonistiche che poterono fruire di un' unica regolamentazione.
Nacque così il “fenomeno burraco”, che nel giro di pochi anni è riuscito a far appassionare due milioni di giocatori in tutta Italia.
Le signore, prime depositarie e le più appassionate del gioco, dai loro salotti pomeridiani lo hanno portato nei circoli. Un' attrazione particolare ha fatto sì che i giovanissimi si lanciassero in questo nuovo gioco.
.......Questa è la storia del gioco. Oggi il Burraco è una realtà concreta; non c’è regione d’Italia dove non si giochi, dove non siano sorti circoli e associazioni in cui si svolga rilevante attività agonistica.
Il Burraco giocato inizialmente negli anni ‘40, riproposto negli anni '80, esploso letteralmente negli anni '90, si prepara a diventare - nel terzo millennio - il gioco prevalente nei salotti e nei circoli della nuova Europa.( Si gioca, infatti, anche in Grecia - lo chiamano "Birimba" - in Spagna, in Francia ed ultimamente si comincia a vedere in Inghilterra e in Germania).

Il Burraco è uno strano gioco, dalle apparenti caratteristiche di semplicità ma dai risvolti relazionali ed intellettuali assolutamente inquietanti. Infatti,non appena si prende dimestichezza con questo gioco, sembra che si insidi nei pensieri provocando effetti su tutta l’organizzazione della propria vita,abitando, appunto la mente dei nuovi e vecchi giocatori.
Il gioco, come fantasma, pare che arrivi dal lontano Uruguay,dicono che il suo nome significhi setaccio, pur non essendo semplice la corrispondenza tra ciò che questo designa ed alcuna regola o tattica del gioco.
E’ un figlio illegittimo della Canasta e del Bridge. Dall’una eredita le pinelle, le sequenze di sette carte che qui prendono il nome di Burraco. Dall’altro, alcune modalità tattiche: i sistemi di licitazione, la comprensione degli equilibri del gioco. Questo fanciullo presenta tuttavia caratteristiche più subdole dei genitori: appare cortese, alla mano, quasi totalmente dipendente dalla signora Fortuna, ma invece nasconde segreti di non semplice attuazione.
Apparentemente “single”,di fatto ama e rispetta solo una dimensione di coppia. Non importa quale, non importa come … purchè si sia (veramente) in due. Apparentemente pacifista, di fatto esprime il meglio di se nelle situazioni agonistiche (anche un casuale incontro al bar sotto casa si trasforma in una competizione). Apparentemente timido, ha già pervaso della sua essenza molti circoli cittadini. Apparentemente banale, solleva problemi in ogni dove. Apparentemente ”ludico”… si accomoda nella mente di chi lo gioca ponendogli interrogativi sul partner, sugli amici, sulle vacanze, sul tempo …
Da Stil’è magazine quadrimestrale dedicato al “piacere della vita”
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